Brindisi, 01/03/2012
Concluso il sequestro della centrale a biomasse della Sfir
Le operazioni di spegnimento e di relativa messa in
sicurezza dei motori oggetto di sequestro, sono terminate nella mattinata del
29/02/2012, con l’apposizione dei sigilli sull’ultimo dei due motori.
La misura cautelare è scaturita a seguito delle risultanze
degli accertamenti effettuati da personale del Comando Stazione Forestale di
Brindisi a seguito di apposita delega di indagine della Procura di Brindisi.
In particolare i Forestali hanno riscontrato che i motori
della centrale termoelettrica, hanno provocato delle emissioni in atmosfera i
cui valori sono risultati superiori ai limiti di legge.
Il sequestro si è reso necessario per i reiterati
superamenti dei valori predetti, con particolare riferimento a ossidi di azoto,
polveri e ammoniaca, e per le relative violazioni ambientali poste anche a
tutela di un territorio già martoriato come quello della Zona Industriale di
Brindisi.
Nello specifico, i motori della centrale interessati dai
superamenti dei valori nelle emissioni in atmosfera sono quelli alimentati a
olio vegetale (olio di palma) ed utilizzati per la produzione di energia
elettrica; tale energia in minima parte (32.000 MWh) viene utilizzata nel
processo di raffinazione dello zucchero, mentre la restante parte (248.000 MWh)
viene immessa sulla Rete di distribuzione nazionale, con cui la società risulta
avere assunto precisi impegni.
Secondo quanto accertato dal Corpo Forestale dello Stato,
tali superamenti si sono verificati a partire dal settembre 2011 e si sono
protratti, seppur con minore frequenza, sino ai giorni scorsi.
A seguito di tali accadimenti la Provincia di Brindisi,
quale autorità competente, ha più volte diffidato la società, così come
previsto dall’art. 29-decies comma 9 lett. a) del D. Lgs. 152/06, ad
intervenire sui motori al fine di contenere i valori delle sostanze immesse in
atmosfera; tuttavia tali diffide, unitamente ai conseguenti interventi di
carattere tecnico messi in atto dalla società, non hanno evitato il ripetersi
di ulteriori superamenti che, seppur a livello di media oraria, sono stati in
alcuni casi superiori del 50% rispetto al valore limite stabilito dalla
normativa di settore e dall’Autorizzazione Integrata Ambientale, rilasciata
dalla Provincia, alla società.
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