sabato 22 giugno 2013

Un precedente prima parte

Sequestrata la mini-centrale a biomasse di Sfir: emissioni irregolari

di Marcello Orlandini » http://www.brindisireport.it 28 febbraio 2012 alle 19:28


BRINDISI – Personale del comando provinciale della Forestale di Brindisi ha sottoposto a sequestro preventivo i due motori diesel alimentati a biomasse della centrale termoelettrica interna alla raffineria di zucchero Sfir, nell’area di Costa Morena. L’intervento non ha provocato il fermo produttivo della raffineria, che può continuare ad alimentare i propri processi con l’altra caldaia, quella a ciclo combinato a metano. Il sequestro è legato quasi certamente alla diffida che il dirigente del Settore ecologia della Provincia, Pasquale Epifani, aveva inviato alla stessa Sfir a metà ottobre 2011, in cui veniva fissato un termine di sette giorni per adeguare alla normativa le emissioni orarie della stessa centrale interna.
Così, a quanto pare, non è stato. La nota della Provincia era stata trasmessa anche ad Arpa, Asl, Asi, ed al Comune di Brindisi, oltre che alla Società fondiaria industriale romagnola. Da qui l’intervento odierno della Forestale, coaudiuvata da una squadra di tecnici dell’Arpa. Non vi sono notizie ufficiali sull’operazione, ma secondo alcune fonti Sfir non sarebbe stata in grado di produrre una documentazione completa circa gli interventi prescritti, e quindi da attuare. Ciò che è stato fermato, comunque, è il business parallelo realizzato da Sfir a Brindisi, parallelo alla raffinazione dello zucchero grezzo di canna della quota comunitaria assegnata all’Italia.


Si tratta della produzione di energia elettrica che viene immessa in rete a 150 kV con priorità di spacciamento. Tutta l’energia elettrica in surplus prodotta dai due motori diesel da 17 megawatt ciascuno, alimentati ad olio di palma importato dall’Indonesia (e non certo dall’indotto locale di colture di semi promesso e mai nato), finisce infatti nella rete nazionale e secondo il piano industriale per lo stabilimento di Brindisi dovrebbe fruttare anche 370mila certificati verdi l’anno.

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