Sequestrata la mini-centrale a biomasse di Sfir: emissioni irregolari
di Marcello Orlandini » http://www.brindisireport.it 28 febbraio 2012 alle 19:28
BRINDISI – Personale del comando provinciale della Forestale di
Brindisi ha sottoposto a sequestro preventivo i due motori diesel
alimentati a biomasse della centrale termoelettrica interna alla
raffineria di zucchero Sfir, nell’area di Costa Morena. L’intervento non
ha provocato il fermo produttivo della raffineria, che può continuare
ad alimentare i propri processi con l’altra caldaia, quella a ciclo
combinato a metano. Il sequestro è legato quasi certamente alla diffida
che il dirigente del Settore ecologia della Provincia, Pasquale Epifani,
aveva inviato alla stessa Sfir a metà ottobre 2011, in cui veniva
fissato un termine di sette giorni per adeguare alla normativa le
emissioni orarie della stessa centrale interna.
Così, a quanto pare, non è stato. La
nota della Provincia era stata trasmessa anche ad Arpa, Asl, Asi, ed al
Comune di Brindisi, oltre che alla Società fondiaria industriale
romagnola. Da qui l’intervento odierno della Forestale, coaudiuvata da
una squadra di tecnici dell’Arpa. Non vi sono notizie ufficiali
sull’operazione, ma secondo alcune fonti Sfir non sarebbe stata in grado
di produrre una documentazione completa circa gli interventi
prescritti, e quindi da attuare. Ciò che è stato fermato, comunque, è il
business parallelo realizzato da Sfir a Brindisi, parallelo alla
raffinazione dello zucchero grezzo di canna della quota comunitaria
assegnata all’Italia.
Si tratta della produzione di energia elettrica che viene immessa in
rete a 150 kV con priorità di spacciamento. Tutta l’energia elettrica in
surplus prodotta dai due motori diesel da 17 megawatt ciascuno,
alimentati ad olio di palma importato dall’Indonesia (e non certo
dall’indotto locale di colture di semi promesso e mai nato), finisce
infatti nella rete nazionale e secondo il piano industriale per lo
stabilimento di Brindisi dovrebbe fruttare anche 370mila certificati
verdi l’anno.
Nessun commento:
Posta un commento